Chi siamo


La nostra storia inizia con un vecchio podere, La Fontaccia,  proprietà della famiglia di Elisabetta da oltre un secolo. Una casa colonica, che ospitava le numerose famiglie dei contadini, e gli annessi rurali come stalla e fienile per ospitare gli animali da lavoro. Un terreno ampio e soleggiato, fatto a terrazze con alti muri a secco e solcato da canali in pietra per allontanare le acque. Si coltivava di tutto su questa collina sopra il paese di Rufina, in un epoca nella quale l'agricoltura era soprattutto sussistenza. E'una storia quindi che ha origine qualche secolo fa, quando generazioni di uomini e donne hanno iniziato a costruire letteralmente questo luogo. Uomini, donne e bambini che sono nati, cresciuti e vissuti in queste stanze. Queste spesse mura sono testimoni di matrimoni e funerali, di nascite e di ricette fatte con quello che la natura e il lavoro portavano in cucina. La vita di campagna in questa regione è rimasta praticamente immutata per secoli, una tradizione fatta di duro lavoro, povertà ma anche valori di famiglia e di antiche conoscenze tramandate di padre in figlio. Sarà il Novecento con i suoi rapidi cambiamenti a dare una brusca sterzata a questa lenta vita di campagna, più di qualunque altro periodo storico abbia mai fatto. Dopo due conflitti mondiali, la ricostruzione porterà con se il progresso industriale e una nuova idea di benessere che chiama nelle grandi città. Le campagne si spopolano,e le braccia che per decenni avevano mantenuto l'equilibrio del territorio e faticosamente lo avevano plasmato, vanno a popolare i grandi centri urbani e i poderi, gestiti fino ad allora dai mezzadri, vengono lentamente lasciati per abbracciare il nuovo stile di vita alla portata di tutti. Il podere La Fontaccia, dopo anni di progressivo e lento abbandono, viene definitivamente abbandonato negli anni '80, decennio che vedrà nascere noi Elisabetta e Samuele nella città di Firenze.

 

Nati e cresciuti in un contesto cittadino, con le abitudini e le usanze urbane, entrambi ci iscriviamo all'Università: Economia per Elisabetta e Architettura per Samuele. In quel periodo ci conosciamo e formiamo una coppia. Vivere a Firenze, in famiglie che hanno tramandato la tradizione attraverso le ricette e i piatti regionali, significa avere sempre un idea di campagna in testa. In qualche modo il mondo rurale è sempre stato presente nella storia stessa di questa città, e ancora oggi moltissime famiglie fiorentine hanno una casa in campagna, dei parenti che ci vivono, o sono discendenti proprio di quelle generazioni che lavoravano nelle fattorie della provincia. Che la storia gloriosa di Firenze sia passata dalle campagne lo testimoniano le numerose Ville Medicee, delle quali le più comuni case coloniche ricalcano qualità e carattere. Noi questa campagna la scopriamo avventurandoci a La Fontaccia, fuggendo lo stress cittadino e rifugiandoci nell'unica parte agibile del podere, la casa colonica. Qualche festa con gli amici e qualche fine settimana nella natura ci convince che questo posto potesse essere qualcosa in più di un problematico e cadente bene di famiglia. Il fascino della rovina invasa dall'edera e la natura selvaggia che si appropria di quelli che una volta erano ordinati terreni coltivati lascia spazio al dispiacere e alla nostalgia del bel tempo glorioso che fu. Da qui l'idea di poterlo rendere di nuovo un posto utile, produttivo, ordinato, dignitoso. Coinvolge tutta la famiglia, chiediamo incentivi alla Comunità Europea, iniziamo i lavori di ristrutturazione cercando di rispettare la struttura, le forme e i materiali originali, affiancando nuove tecnologie capaci di ridurre l'impatto ambientale. Bonifichiamo i terreni incolti e si piantano i nuovi ulivi inaugurando l'azienda agricola. Dopo anni di lavori, nel 2014 siamo finalmente pronti ad accogliere i primi ospiti.

Così il podere torna a nuova vita e la casa colonica si anima delle storie e della vita degli ospiti che soggiornano nelle stanze Vinaccia e Giaggiolo. La stalla perde la funzione originale, ma diventa confortevole ambiente per l'appartamento Diospero e la camera Nipitella. La capanna oggi ospita la sala comune, dove si mangia, ci si scalda al camino e si può leggere un buon libro. Al posto dell'ex rimessa del trattore sorge l'appartamento Passiflora, con la sua terrazza in mezzo all'oliveta.

Elisabetta e Samuele
Django cucciolo
Elisabetta e Django cucciolo